Nuovi Orizzonti

Il turismo nei borghi

Due italiani su tre (66%) hanno visitato i borghi durante l’estate 2020 alla scoperta di prodotti e tradizioni meno conosciuti ma anche per sfuggire al rischio del sovraffollamento nelle spiagge e nelle località turistiche più battute, di fronte all’emergenza coronavirus.

I borghi presenti nella penisola sono davvero numerosi e nonostante le dimensioni ridotte rispetto ai centri cittadini, hanno tantissimo da offrire: cultura, tradizione, panorami naturali mozzafiato, arte,storia, tanti monumenti da visitare, nonché anche una cucina ricca e originaleLa struttura del borgo può anche garantire di passare dei giorni in totale relax, a contatto con una realtà naturale e distante dallo stress cittadino o comunque lontano dalla vita abitudinaria. Il borgo presenta anche la possibilità di conoscere una tradizione artigianale che ha tantissimo da offrire e da insegnare e in più i visitatori possono anche cimentarsi in attività manuali che non hanno mai provato prima, come ad esempio arti della ceramica, della pittura, del ricamo, intagli del legno o tantissime altre tipologie.

Un altro motivo che ha spinto tante famiglie italiane a scegliere il borgo come luogo in cui passare le vacanze è il fatto di poter vedere panorami naturali differenti, che possono essere montuosi, marini, collinari o pianeggianti e che magari garantiscono anche esperienze uniche, come passeggiate nei boschi o lo svolgimento di attività sportive particolari.

Le tipologie di sistemazione alberghiere che possiamo trovare in questi bellissimi piccoli luoghi-tesoro, piccolo albergo, B&B, e albergo diffuso.

In rispetto alla conformazione storica ed ambientale la formula di “albergo diffuso” è il modello che si integra perfettamente in questo modello di ospitalità.

E’ un’idea di ospitalità originale, diversa da quelle più conosciute, come gli hotel o i resort, nata per sviluppare il turismo nei borghi e nei centri storici, senza snaturarli, senza costruire niente, ma organizzando l’esistente.

Un albergo che nasce mettendo in rete case preesistenti, vicine tra loro, in un centro storico di un borgo. Una delle case diventa il luogo di accoglienza, la lobby dove arrivano gli ospiti per registrarsi e avere le chiavi della camera, e dove si trovano anche i servizi, il punto ristoro, le sale e gli spazi comuni, l’assistenza e le informazioni. Le altre case diventano le camere dell’albergo. Come negli alberghi tradizionali anche nell’albergo diffuso tutti gli ospiti possono usufruire di tutti i servizi alberghieri: pulizia quotidiana delle camere, assistenza, eventuale servizio di piccola colazione in camera, punto ristoro... Uno dei tratti peculiari dell’albergo diffuso è nel fatto che le case che lo compongono devono trovarsi in mezzo a case abitate dai residenti, così che l’ospite possa sentirsi più che turista, residente, seppure temporaneo.

L’albergo diffuso utilizza case disabitate, pertanto stimola la rigenerazione del borgo portando turisti che con la loro presenza vivacizzano le strade e i luoghi, e in più stimolano i residenti a vedere le cose di tutti i giorni con occhi nuovi, diventando maggiormente consapevoli del loro valore e valorizzandole.

Inoltre l’esperienza mostra che alcuni degli ospiti degli alberghi diffusi che si innamorano del borgo e del suo stile di vita, sono portati ad acquistare case per venirci in vacanza o anche per fermarsi per lunghi periodi.

Questo modello è parte di una teoria dello sviluppo turistico dei territori e di una filosofia di accoglienza che si oppone a quella di un albergo standard, troviamo concetti come “ospite”, “sostenibilità”, “comunità viva”, “stile di vita del borgo” e “autenticità”.

Amministratori pubblici di borghi, piccoli imprenditori e operatori dell’ospitalità, fermatevi un attimo ad analizzare e quantificare il contributo economico che potrebbe generare nei nostri borghi questo modello di ospitalità, geograficamente svantaggiati per altre attività produttive.

Lo spirito di comunità e di associativismo devono tenere lontano due fattori di resistenza: problemi di tipo normativo, una normativa che permette agli alberghi diffusi di essere riconosciuti e di poter operare a tutti gli effetti e resistenze culturali, i proprietari di case preferiscono affittare secondo modalità tradizionali i loro locali, o preferiscono tenere vuote le abitazioni piuttosto che avventurarsi in soluzioni giudicate troppo innovative. Buon viaggio!

Giuseppe Cannito

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